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Preferenza indigena light: soluzione all’acqua di rose

Il mondo politico in Svizzera, da oltre due anni e mezzo, sta dibattendo sull’applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Di recente, il Consiglio nazionale ha approvato una soluzione, la cosiddetta “preferenza indigena light”. È una legge che non mette in pericolo i bilaterali, ma che non rispetta però l’articolo costituzionale. Nel corso di una serata pubblica all’Istituto europeo dell’Università di Basilea, Michael Ambühl, ex capo negoziatore della Svizzera a Bruxelles e ora professore ordinario al politecnico di Zurigo, e Christa Tobler, professoressa di diritto europeo alle università di Basilea e Leiden, in Olanda, hanno tentato di rispondere alla domanda: “Quanta preferenza indigena sopporta la libera circolazione delle persone?”. Secondo i due esperti, la soluzione della Camera del popolo è all’acqua di rosa e per questo motivo la legge può essere inasprita per regolare l’immigrazione. Ascolta il servizio andato in onda il 28 settembre nel corso dell’edizione serale del radiogiornale della RSI.

 

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